Storia del radiantismo

Definizione: Il radiantismo è la Tecnica che consente la trasmissione a distanza di messaggi parlati, di suoni e immagini o segnali convenzionali, mediante le onde elettromagnetiche.

Le radiocomunicazioni sono una conquista collettiva dovuta alla cooperazione di tecnici e inventori di parecchi paesi. M. Faraday, che formulò per primo le leggi dell'induzione elettromagnetica, osservò la rotazione del piano di polarizzazione della luce quando essa attraversa il traferro di un elettromagnete. Egli ne dedusse una certa parentela tra il magnetismo e la luce, della quale Fresnel aveva già dimostrato correttamente la natura ondulatoria. J. C. Maxwell stabilì che la luce è una radiazione costituita da campi elettrici e magnetici alternati, perpendicolari fra di loro, di altissima frequenza. Nel suo Trattato dell'elettricità e del magnetismo (1873) egli afferma, senza tuttavia poterne dare una dimostrazione sperimentale, che le onde elettromagnetiche hanno la stessa natura della luce, si propagano alla medesima velocità di 300.000 km/s e hanno origine quando una corrente elettrica variabile percorre un circuito. Queste onde devono essere riflesse da superfici conduttrici che per esse sono “opache”, mentre esse devono poter attraversare senza difficoltà gli isolanti. Nel 1887 H. Hertz confermò le vedute di Maxwell producendo e rivelando queste onde, alle quali verrà successivamente dato il suo nome. Nelle sue esperienze Hertz applicò una tensione elevata, ottenuta mediante un rocchetto di Ruhmkorff, alle sfere di uno spinterometro a scintilla, in modo da ottenere una scarica oscillante. Collegando alle sfere delle asticciole di lunghezza variabile, recanti all'altro estremo delle piastre, egli realizzò l'oscillatore che da lui ha preso nome (che egli chiamò “vibratore”): si tratta di un risonatore nel quale l'induttanza e la capacità determinano la frequenza delle oscillazioni prodotte. Queste correnti oscillanti irradiano delle onde, che possono essere rivelate mediante un anello metallico aperto le cui estremità avvicinate divengono sede di minuscole scintille. Mediante un apparecchio rudimentale, Hertz e successivamente A. Righi, che perfezionò notevolmente tutte queste sperimentazioni, riuscirono a riprodurre con le onde elettromagnetiche i principali fenomeni che caratterizzano la luce: riflessione, rifrazione e diffrazione. Tuttavia il rivelatore di Hertz è troppo poco sensibile perché si possa pensare di estendere la portata delle onde che generano scintille. Così si deve considerare provvidenziale la scoperta dei radioconduttori, dovuta a T. Calzecchi Onesti e a E. Branly. Si ebbe così un rivelatore sufficientemente sensibile per individuare la presenza di onde hertziane anche da grande distanza. Tuttavia l'apparecchio ricevitore non era ancora dotato di un sistema efficace per captare le onde. Questa invenzione fu opera del russo A. Popov, che produsse le onde mediante un dispositivo, simile a quello di Hertz, rivelandole mediante un coherer al quale collegò un lungo filo metallico: nacque così un'antenna rudimentale, definitivamente perfezionata e resa veramente efficiente da Guglielmo Marconi. Un ricevitore dotato di antenna e coherer, e collegato a un ricevitore Morse, ossia un radioricevitore, consentì a Popov di registrare su nastro di carta le scariche dovute all'elettricità atmosferica. Nel marzo 1896 Popov trasmise il primo messaggio radiotelegrafico, con il radioricevitore posto a 250 m dal trasmettitore e separato da numerosi muri. Contemporaneamente il giovane Marconi, che frequentava il laboratorio di Righi, perfezionava il tubo a limatura di Branly ed effettuava gli ormai celebri esperimenti di Pontecchio. Il 2 giugno 1896 egli depositò a Londra il suo primo brevetto per un sistema pratico di telegrafia senza fili mediante onde elettriche conseguendone in seguito molti altri, che gli permisero di perfezionare continuamente sia il radioricevitore sia il radiotrasmettitore, fino a ottenere (dicembre 1901) la trasmissione attraverso l'Atlantico, tra Poldhu, in Cornovaglia, e Saint John's (San Giovanni di Terranova). Poi i lavori e le invenzioni si intensificarono: il coherer fu sostituito dal rivelatore a galena e da quello elettrolitico di Ferrié. La nascente telegrafia senza fili poteva dimostrare la propria utilità nelle circostanze più drammatiche, in occasione del naufragio del Titanic: danneggiata da un iceberg durante il suo viaggio transatlantico inaugurale, il 15 aprile 1912, la nave poté lanciare per radio l'SOS, che consentì di salvare 703 persone. L'anno seguente, l'appello lanciato dalla nave italiana Volturno, che bruciava in pieno Atlantico, fece accorrere dieci navi che strapparono 521 persone a una morte certa. Nel 1906 un giovane fisico americano, L. De Forest, inventò il tubo elettronico a vuoto a tre elettrodi, che denominò “audion”. Esso serviva non solo ad amplificare i segnali di diverse frequenze, ma anche a generarli, a modularli (cioè a modificare le caratteristiche di una oscillazione persistente per effetto di un segnale da trasmettere) e a demodularli o rivelarli (cioè a separare il segnale modulatore dall'oscillazione modulata). La valvola consentiva inoltre di accrescere la sensibilità dei radioricevitori, dove i segnali più deboli potevano essere amplificati a volontà. Essa dava anche la possibilità di modulare le oscillazioni di alta frequenza non solo mediante i segnali dell'alfabeto Morse, ma anche mediante i suoni della parola e della musica: nasceva così la radiofonia. Fin dal 1913 si tentò di applicarla alla diffusione via radio della musica, ma lo scoppio della prima guerra mondiale interruppe le emissioni sperimentali di concerti settimanali diffusi da un laboratorio di ricerca installato nel castello reale di Laeken a Bruxelles. Le necessità militari accelerarono lo sviluppo della telegrafia senza fili, il numero e la potenza dei radiotrasmettitori aumentarono, collegamenti radio furono stabiliti non soltanto fra unità di terra, ma in marina e in aviazione provocando anche lo sviluppo della radiogoniometria. Il 4 novembre 1918 le onde della radio diffusero la notizia della vittoria. Nel dopoguerra si iniziò lo sviluppo delle radiodiffusioni nel mondo. Nel 1920 i rari amatori dell'epoca riuscirono a udire a distanze anche di 300 km la voce della cantante Melba, trasmessa dalla stazione radio inglese di Chelmsford. Il 2 novembre 1920 gli ascoltatori americani appresero la vittoria di Warren G. Harding alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, ascoltando il radiotrasmettitore KDKA di Pittsburgh, installato nel garage della compagnia Westinghouse. Il 2 luglio 1921 milioni di amatori poterono seguire l'incontro tra i pugili Dempsey e Carpentier. Nel novembre del medesimo anno l'emittente francese della torre Eiffel, costruita in tempo di guerra, iniziò regolari trasmissioni. Il 6 ottobre 1922 iniziò la trasmissione di notiziari e di concerti un radiotrasmettitore francese privato, e nello stesso anno in Gran Bretagna entrarono in funzione le stazioni di Londra, Manchester, Birmingham e di una società privata che doveva poi divenire la BBC. In Italia le trasmissioni regolari ebbero inizio il 6 ottobre 1924 con un concerto e un notiziario di attualità, emessi dall'URI (Unione radio italiana) dalla quale derivò poi l'EIAR (Ente italiano audizioni radiofoniche). Mentre in tutto il mondo si moltiplicava il numero di stazioni radiotrasmittenti le cui emissioni avvenivano su lunghezze d'onda superiori ai 200 m, numerosissimi amatori, autorizzati a trasmettere su una lunghezza d'onda inferiore con una debolissima potenza, scoprivano le notevoli proprietà delle onde corte. Con mezzi spesso rudimentali e potenze di qualche decina di watt soltanto, alcuni di essi stabilirono contatti fra gli Stati Uniti da una parte e l'Europa dall'altra. Nel 1930 la comparsa di valvole in grado di essere alimentate direttamente dalla rete di distribuzione dell'elettricità consentì di realizzare radioricevitori il cui impiego era alla portata di un vasto pubblico: il numero degli ascoltatori aumentava rapidamente. Alla vigilia della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti contavano 30 milioni circa di ricevitori, la Germania e l'Inghilterra 8 milioni, la Francia 3 milioni, l'Italia quasi un milione. Fra il 1939 e il 1944 la radio svolse un ruolo di primo piano anche come mezzo d'azione psicologica. La “guerra delle onde” veniva combattuta con i disturbi e i programmi destinati a demoralizzare l'avversario o a rincuorare la popolazione dei paesi occupati. I “messaggi speciali” collegavano i gruppi isolati di resistenza e grazie alle radioonde qualsiasi frontiera poteva essere superata. Con le onde radio si rivelò l'avvicinarsi di aerei nemici: il radar consentì infatti alla Gran Bretagna di infliggere perdite severe al nemico. Altre applicazioni delle onde elettromagnetiche che si svilupparono durante la guerra consentirono di conseguire un rapido progresso della tecnica, in particolare nei settori delle iperfrequenze e delle tecniche a impulsi. Nel dopoguerra, con le frequenze più elevate si sono sviluppati i collegamenti direzionali a fascio dai quali traggono origine i moderni ponti-radio telefonici. Con l'invenzione del transistor (1948) la concezione del radioricevitore muta ancora una volta. Alimentato con pile, esso può essere realizzato in un volume ridottissimo. Dalle telecomunicazioni la tecnica si estende a ogni settore di attività dell'uomo e diviene il campo fondamentale dell'elettronica.

Testo tratto da: Enciclopedia Rizzoli Larousse 2000

 

 

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